Napolitano sonda i partiti. Pesano i veti incrociati
Roma, 02-11-2011
Giorgio Napolitano resta dell'idea che le scelte necessarie e urgenti per parare i gravi colpi della crisi non possono piu' attendere, e dovrebbero essere largamente condivise: e' necessario per rafforzarne la credibilita' e l'efficacia. Per verificare se e a quali condizioni si puo' costruire l'auspicata convergenza il capo dello Stato ha avviato il giro di consultazioni informali che si concludera' domani.
I primi colloqui hanno fatto emergere qualche distinzione nel fronte delle opposizioni, con una posizione di Di Pietro che sembra diversa da quella di Bersani e Casini. Ed emergono anche veti incrociati difficilmente superabili fra maggioranza e opposizioni.
Allo stesso tempo, dopo il pesante tonfo dei BTP e delle banche italiane sui mercati e l'ultimatum dato al governo affinche' assuma subito le "ormai improrogabili decisioni", Napolitano ha continuato a sollecitare le misure richieste: l'attuazione delle manovre di luglio e agosto e il varo immediato di una parte dei provvedimenti preannunciati sabato scorso all'Unione Europea con la lettera di intenti.
Quali provvedimenti anticipare? Quali inserire nella legge di stabilta'? Quali eventualmente rendere immediatamente esecutivi con un decreto legge? Su questi temi il governo ha discusso per tutto il giorno in vista del consiglio dei ministri. Si sono rincorse fra l'altro voci, provenienti dall'interno della maggioranza, secondo le quali gli uffici del Quirinale hanno sollevato obiezioni rispetto al decreto legge messo in cantiere dal governo.
Le obiezioni sembra che non riguardino la scelta dello strumento decreto, ma gli effetti politici negativi che il varo di un provvedimento d'urgenza scritto in modo unilaterale dal governo, avrebbe sugli sforzi che il Quirinale sta facendo per costruire un largo consenso sulle misure che sono necessarie e dovute.
Il giro di colloqui di Napolitano, cominciato con la delegazione del Terzo Polo guidata da Pier Ferdinando Casini, ha fatto emergere le diffidenze delle opposizioni. Non ci prestiamo a sostenere furberie e finte soluzioni, ha detto, Casini rappresentando una posizione netta. Siamo disponibili ad assumere delle responsabilita', ha spiegato Casini, nei confronti di un governo che non sia guidato da Berlusconi perche' la mancanza di credibilita' di questo presidente del Consiglio rende ogni sacrifico inutile.
Benedetto Della Vedova (Fli) faceva parte della delegazione e ha sottolineato un altro punto che concorre a spiegare le riserve sul decerto legge: non siamo disposti a sostenere in parlamento misure decise in modo unilaterale dal governo Berlusconi.
La posizione che il Pd ha esposto al presidente della Repubblica conferma l'asse che Bersani ha creato con Casini. Siamo pronti, ha detto il leader del Pd, a concorrere a un governo di transizione o di emergenza, ma non siamo disposti a sostenere provvedimenti di questo governo.
Il Pd, ha sottolineato Bersani, e' pronto a soddisfare con proprie proposte le esigenze prospettate dall'Unione EUropea. Di Pietro non e' stato ricevuto al Quirinale, ma ha fatto sapere come la pensa: via Berlusconi, un nuovo governo di larghe intese, ma non con un programma da definire o, meglio ancora, andiamo a votare.
Il segretario del Pdl Angelino Alfano andra' domattina al Quirinale, ma ha gia' annunciato cosa dira': in questa legislatura c'e' solo il governo Berlusconi; siamo aperti alla collaborazione delle opposizione, ma devono confrontarsi con questo governo.